400 anni - Associazione Consiglio Centrale San Vincenzo de Paoli Trieste

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400 anni

Si è svolto a Roma dal 12 al 15 ottobre il Simposio per i 400 anni del Carisma Vincenziano. Molto ampia è stata la partecipazione sia dei confratelli che delle consorelle vincenziani sia degli amici e di coloro che si sentono vicini a questa associazione, il numero infatti ha raggiunto anche i diecimila partecipanti. Il Simposio ha voluto ricordare la cosiddetta “nascita” del carisma vincenziano, cioè quello dell'aiuto e del servizio a favore dei membri più vulnerabili della società: nostri signori e padroni. San Vincenzo infatti, soleva ripetere che il nostro doveva essere un amore affettivo ed effettivo. Infatti, “contemplare Gesù attraverso i poveri e contemplare i poveri attraverso Gesù rende il nostro amore affettivo; la collaborazione, la preghiera, la riflessione, l'organizzazione ed il servire insieme, rendono, invece, il nostro amore effettivo”.
 
La Società di San Vincenzo de' Paoli è composta da molti rami, ma tutti formano un'unica famiglia, un'unica famiglia che ha scelto di abbracciare lo stesso Carisma: riconoscere e incontrare Gesù nei poveri !
 
Nella giornata del venerdì l'incontro organizzato presso il Palacavicchi (dato l'alto numero dei partecipanti gli organizzatori hanno dovuto optare per questa struttura), ha visto la presenza di mons. De Palma vescovo emerito di Nola e di Alessandro Ginotta del Centro Nazionale che hanno portato la loro riflessione  al mattino e di p. Matteo Tagliaferri e p. Nicola Albanesi nel primo pomeriggio.
 
Al sabato invece nella mattinata i confratelli e le consorelle hanno partecipato in piazza San Pietro all'udienza del Santo Padre. Anch'essa inizialmente prevista in sala Nervi, ma poi dirottata in piazza San Pietro dato l'alto numero dei partecipanti. Papa Francesco, dopo essersi soffermato presso la reliquia del cuore di san Vincenzo arrivata direttamente dalla Francia, ha rivolto ai presenti una riflessione molto significativa, ricordando come il carisma vincenziano “ha prodotto uno slancio di carità che dura nei secoli”. Ha incoraggiato i presenti a proseguire in questo cammino e ha indicato tre verbi, “che credo molto importanti per lo spirito vincenziano, ma anche per la vita cristiana in generale: adorare, accogliere, andare”.
 
Adorare: sono numerosi gli inviti “di san Vincenzo a coltivare la vita interiore a dedicarsi alla preghiera che purifica e apre il cuore”. La preghiera non è un dovere ma è fermarsi davanti a Dio per stare con Lui, “dedicarsi semplicemente a Lui”. “Chi adora – ha proseguito papa Francesco – chi frequenta la sorgente viva dell'amore non può che rimanerne, per così dire 'contaminato'. E comincia a comportarsi con gli altri come il Signore fa con lui: diventa più misericordioso, più comprensivo, più disponibile, supera le proprie rigidità e si apre agli altri”.
 
Il secondo verbo indicato dal Santo Padre è: accogliere. “Quando sentiamo questa parola, viene subito da pensare a qualcosa da fare. Ma in realtà accogliere è una disposizione più profonda: non richiede solo di far posto a qualcuno, ma di essere persone accoglienti, disponibili, abituate a darsi agli altri. Come Dio per noi, così noi per gli altri…...Chi accoglie rinuncia all'io e fa entrare nella vita il tu e il noi…..E' un figlio veramente fedele della Chiesa chi è accogliente”.
 
Infine il verbo: andare. E' l'amore che spinge, l'amore è dinamico, esce da sé. Il Papa ricorda che è lo stesso san Vincenzo a dirci: “La nostra vocazione è dunque di andare, non in una parrocchia e neppure soltanto in una diocesi, ma per tutta la terra. E a far che ? Ad infiammare il cuore degli uomini, facendo quello che fece il Figlio di Dio, Lui che è venuto a portare il fuoco nel mondo per infiammarlo del suo amore (30 maggio 1659)”.
 
Il Papa ha infine ricordato che questa vocazione pone a ciascuno delle domande: “io vado incontro agli altri come vuole il Signore ? Porto dove vado questo fuoco della carità o resto chiuso a scaldarmi davanti al mio caminetto?”. Quindi ci ha salutati e ringraziati per essere un movimento che cammina sulle strade del mondo.
 
La giornata di sabato si è conclusa con la veglia che alla sera si è tenuta presso la basilica di san Paolo fuori le Mura, mentre sempre nello stesso luogo ma la mattina seguente, la celebrazione eucaristica ha chiuso le giornate di questo importante evento.
 
Anche Trieste è stata presente in queste giornate con una ventina di partecipanti, che hanno potuto vivere con gioia e intensità tale incontro. Rinsaldati nella fede e con il cuore pieno di gioia per aver ascoltato le parole di papa Francesco che ci è guida certa sulle strade che portano ad incontrare gli ultimi e gli emarginati, noi siamo rientrati al nostro impegno quotidiano, consapevoli che, se il Signore ci avverte : “i poveri li avrete sempre con voi”, aggiunge pure “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Mt 25, 40).
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